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L’espressione “dialogo interreligioso” è da un po’ entrata in auge nel lessico religioso. Merita però indagare sul senso che si vuole attribuire a tale formula, perché a volte si ha la sensazione che sia entrata a far parte del politically correct in campo religioso. Ma cosa ci sta dietro? Un prerequisito affinché vi sia dialogo fra due o più visioni religiose è che sussista all’interno di ciascuna di esse una possibilità reale di dialogo, così come un’effettiva libertà di ricerca. Se questo manca, il dialogo fra le religioni assume le sembianze di una assai poco convincente forma di diplomazia curiale che non sfiora, neppure lontanamente, il cuore della questione. Anche perché le istituzioni religiose non possono pretendere di detenere il monopolio dell’interrogazione religiosa.
Il dialogo religioso che qui proponiamo è ricerca di senso, dialogo dialogante della vita con la vita.

 

 

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