segnaposto Titolo
Buber

 

Jacques Ellul (Bordeaux 1912- Bordeaux 1994), fu un intellettuale, uno storico, un sociologo francese con idee assimilabili a quelle anarchiche. Insieme al suo amico Ivan Illich può essere considerato uno dei padri dell'idea di decrescita e di semplicità volontaria.
Nel 1937 iniziò la carriera accademica presso l’Università di Montpellier e Strasburgo e collaborò alle riviste protestanti «Le Semeur» e «Foi et Vie». Nel 1939 andò all'Università di Clermont-Ferrand, ma l'anno dopo il governo di Vichy gli revocò la cattedra. Per vivere fece allora l’agricoltore e più tardi partecipò attivamente alla Resistenza. Dopo la caduta del fascismo in Francia, fu nominato professore di Diritto e poi di Scienze Politiche all'Università di Bordeaux.
Condusse uno studio critico di ciò che chiamava “la società tecnologica”; secondo Ellul la tecnica autocrescerebbe, imponendo i suoi valori di efficacia e di progresso, negando l'uomo, i suoi bisogni, la sua cultura, così come la natura. Militante anarchico vicino al situazionismo, ma anche sottile commentatore del pensiero e delle derive marxiste, egli contribuì alla messa a punto dell'impegno ecologico, così come a delle riflessioni sull’anarchismo cristiano. Gli si devono numerosi lavori teologici sugli aspetti sovversivi e liberatori del Vangelo.
Tra e sue opere: La tecnica. Rischio del secolo, Milano, Giuffré, 1969; La speranza dimenticata, Brescia, Queriniana, 1975; Anarchia e cristianesimo, Milano, Elèuthera, 1993; Il sistema tecnico, Milano, Jaca Book, 2009.

 

Jaques Ellul: Il meccanismo antiumano
Jaques Ellul:La libertà è vigilata
Valerio Pignatta :Recensione a Jean Louis Porquet su Ellul

archivio futuro