![]() |
![]() |
||
![]() |
|||
“Se le porte della percezione venissero pulite, ogni cosa apparirebbe all'uomo come essa veramente è, infinita”. Questa celebre affermazione di William Blake è il prologo a un invito verso un lavoro di purificazione, di affinamento, di pulizia. E l’esperienza religiosa si è sovente confrontata circa il complesso rapporto tra l’io e la realtà. Da un canto l’io si rivela, più che un mero dato, come una costruzione: al di sotto e al di sopra dell’io si possono incontrare reami sconosciuti, inferni e paradisi. D’altro canto ciò che chiamiamo “la realtà” è anch’essa il risultato di un concorso di elementi e per correttezza la definiamo come realtà convenzionale o consensuale. Certamente è con questa realtà quotidiana che dobbiamo fare i conti. Ma è bene non trascurare il resto. Questa sezione si occupa appunto del resto. Federico Battistutta :Il sodalizio tra Ernst Jünger e Albert Hofmann
|
|||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |