Presentazione




L’espressione “spirito libero” la troviamo utilizzata per lo più in riferimento a persone di ampie vedute, insofferenti al conformismo e a forme di pensiero rigide. Ad esempio Nietzsche usa il termine Freigeist per indicare colui che afferma la vita liberandosi dalle catene che lo imprigionano e dalla nebbia che lo rende cieco (nebbia e catene sono i valori morali rappresentati dalle tradizioni religiose, dalle illusioni illuministiche nella ragione e dalla presunzione della volontà di verità). 

Ma l’espressione “libero spirito” non dice solo questo, indica e allude a qualcos’altro. Vi è innanzitutto un rimando storico ai Fratelli e alle sorelle del libero spirito, presenti nel basso medioevo in diverse aree europee, dalla Francia ai Paesi Bassi, dalla Boemia all’Italia; essi professavano la presenza della spirito che li pervadeva e li rendeva puri, secondo il detto di Paolo di Tarso “Tutto è puro per i puri” (Lettera a Tito 1,15) e, in tal senso, si ritenevano liberi da ogni autorità, ecclesiastica e non. E ancora: ciò che ci interessa è che il libero spirito prese la forma del movimento, non di una nuova Chiesa - con tanto di dogmi e gerarchie - da contrapporre a quella di Roma. 

Questo sito non si propone tanto di evocare cammini troppo facilmente consegnati all’oblio. Crediamo che il modo migliore per rendere omaggio alle donne e agli uomini che nel passato intrapresero il cammino nella libertà dello spirito stia nel rendere attuale il senso e il valore di quella scelta, declinandola in prima persona, sapendo riflettere con la necessaria determinazione e lievità, ponendoci, alla fine, dinanzi a una sola domanda: dove soffia oggi il libero spirito?

E’ nostro desiderio contribuire con queste pagine a costruire un dialogo religioso aperto e plurale, dove l’attributo “religioso” possa davvero, prima ancora di designare un settore specifico (il cosiddetto ambito delle religioni, appunto), indicare la religiosità inerente al dialogare stesso di noi umani. Di ciò sentiamo mancanza oggi, per ciò abbiamo dato vita a questo laboratorio.

Certo, tutto questo accade sul web, ci troviamo in una comunità virtuale, ne siamo consapevoli, apprezzandone vantaggi e rischi; in fondo è uno dei tanti segni dei tempi con cui fare i conti. Da qui muoviamo i primi passi, da qui dobbiamo passare; l’importante è sapere verso dove volgere lo sguardo. La direzione è la comunità reale, l’insieme dei viventi di cui facciamo parte.